Raduno di giovani ciclisti: due versioni a confronto

 

di Luciano Fiorani

Il pluralismo nell’informazione è, almeno in questa parte di mondo, considerato pressochè da tutti un valore irrinunciabile. Però da tempo ci tocca leggere o sentire non solo opinioni diverse, su un certo fatto o su un argomento controverso, ma “versioni dei fatti” completamente differenti. E non è un bel leggere.

E’ quanto mi è capitato, per l’ennesima volta, proprio in questi giorni. Il fatto in questione è il raduno di giovani ciclistici che si è tenuto a Chiusi scalo sabato scorso. 

Molti hanno seguito l’evento e ancor di più ne hanno sentito parlare; quindi si sa di che si tratta.  

Sul sito di Sienafree

http://www.sienafree.it/chiusi/52196-primo-trofeo-chiusinvetrina-una-pacifica-invasione-di-piccoli-ciclisti-accolti-da-una-perfetta-organizzazione-a-chiusi-scalo viene dato un resoconto della manifestazione in cui non si fa menzione delle numerose cadute e dei malori in cui sono incappati i piccoli corridori, mentre si elencano uno ad uno i vincitori delle diverse corse. Il pezzo è infarcito di dichiarazioni entusistiche degli organizzatori e viene più volte sottolineato che la manifestazione è stata “fortemente voluta” dall’amministrazione comunale.

Su primapagina on line

http://lnx.primapaginachiusi.it/2013/07/trofeo-chiusi-vetrina-cadute-go-go-malori-troppo-caldo-una-festa-meta-peccato/ viene raccontata un’altra storia. Si parla si di tanta gente (molta al seguito degli oltre cento giovani corridori) ma si mette l’accento sulle conseguenze, non certo piacevoli, che hanno avuto il tracciato eil gran caldo sui giovani ciclisti.

Ho assistito solo di sfuggita alla manifestazione ma i commenti che ho ascoltato parlavano solo di “gran scoppi in terra” e di ragazzini e ragazzine che tagliavano il traguardo stremati dal gran caldo.

Ho voluto segnalare queste due “diverse versioni dei fatti” non per stabilire qual’è quella più veritiera. A Chiusi, almeno allo scalo, tutti sanno come sono andate le cose: basta chiedere al primo che si incontra per strada. Ma solo perchè ancora mi ostino, senza riuscirci, a cercare di capire a chi, o a cosa serva, un racconto acriticamente elogiativo degli avvenimenti. Anche di quelli più piccoli.

Ps; Il pezzo pubblicato su primapagina è di Marco Lorenzoni, per quello apparso su Sienafree non saprei chi “ringraziare” visto che non è firmato; anche se pare ovvio che sia opera di un altro giornalista chiusino.

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13 risposte a Raduno di giovani ciclisti: due versioni a confronto

  1. carlo sacco scrive:

    Mi sembrerebbe invece produttivo e molto più interessante di questa polemica poter sviluppare un seguito all’articolo di Miccichè e cioè sul perchè tutto questo appaia come normalità,accettata,difesa e ritenuta valida per cui battersi,ed anzi cosa ci può essere dietro il porsi in maniera reattiva in tal modo ad una critica. Lì,su quel perchè sarebbe interessante riflettere,giornalisti a parte. Quanto all’oggettività assoluta che non esista forse è vero ma un fatto è un fatto e non è smentibile e se si evita di parlarne non mi sembra che si renda un buon servizio all’informazione.Per sdrammatizzare ricordo la barzelletta veicolata negli anni ’70 dalla destra che contrastava la sinistra a proposito del salvataggio del bambino che allo zoo era stato carpito dal gorilla e portato dentro la gabbia. Un aderente all ‘MSI con impeto si lanciò dentro la gabbia e liberò il bambino.L’articolo sull’Unità il giorno seguente: ”estremista di destra toglie il pasto di bocca ad immigrato africano….” Non vorrei che per tale via si ritornasse a quei tempi che si possa piegare un fatto come si voglia.Un fatto è un fatto e come tale va raccontato.Se la gente si risente perchè ritiene che chi riferisce usi parzialità è bene che pensi un po’ di più prima di parlare.Questo vale per tutti.

  2. pmicciche scrive:

    Giuste le osservazioni di Fiorani e Donatelli.
    Ma oltre a questo mi chiedo anche perché far correre un ragazzino di 6-10 anni alle 16 di un giorno di piena estate con 35° gradi di temperatura. Una corsa che risulterebbe gratuitamente sciocca e inadatta – visto i rischi che si corrono – anche per un trentenne dilettante, non poteva essere fatta tranquillamente la mattina o la sera? Anche se in questo caso ci fossero state solo cadute senza gravi conseguenze, allo stesso modo ci poteva scappare uno o più incidenti gravi. A chi e a cosa dobbiamo questa forzatura? A quali ragioni così inderogabili?

  3. pscattoni scrive:

    x Carlo Sacco. L’oggettività assoluta non esiste. Si deve cercare di avvicinarvisi. Più siamo a ricercarla e meglio è. Questa è la rivoluzione del web.
    Carlo, diciamoci la verità, se domani mattina si abolissero gli ordini dei giornalisti non si farebbe un grammo di danno. Anzi.

  4. carlo sacco scrive:

    Veicolare informazioni sul web le possono veicolare tutti e tutti dicono o raccontano il loro punto di vista.Ma c’è una oggettività alla quale non si può non far finta di nulla e tale oggettività stà nel raccontare il FATTO REALMENTE ACCADUTO.Se è veramente accaduto e se non se ne parla si rende un cattivo servizio a chi è il destinatario del messaggio oltre che a se stessi.Le opinioni personali ci devono essere e debbono essere espresse ma piegare I fatti alle proprie idee spesso è parzialità.Questo in tutti i casi.

  5. luciano fiorani scrive:

    XPaola Fatichenti. Gentile signora le sue, ne converrà, sono rispettabilissime opinioni ma pur sempre opinioni sulle quali è lecito convenire o dissentire.
    Quello che cercavo di sottolineare nel breve pezzo è che in uno dei resoconti non veniva data notizie di questi, diciamo, inconvenienti. Perchè?
    Lo reputa un buon servizio un racconto che nasconde i fatti? Io no.
    Le dico francamente, perchè così son solito regolarmi, che se anche mio figlio fosse stato tra i piccoli ciclisti o io stesso fossi stato uno degli organizzatori della manifestazione mi sarei indignato per un resoconto che tace fatti di cui tutti sono stati testimoni e di cui tanti ancora parlano nel paese.
    Se poi cadute e malori vengono considerati gravi o ordinaria amministrazione è un altro paio di maniche, mi pare scontato.
    Ma se non se ne fa cenno è difficile che se ne parli.
    O era proprio questo l’intento dell’estensore del pezzo? Va tutto bene, anche quando non è vero, madama la marchesa.
    E’ di questo “giornalismo ossequioso” fatto di comunicati stampa sempre uguali a se stessi che non abbiamo assolutamente bisogno. Prima ce ne convinciamo e meglio sarà per tutti.

  6. Visti i commenti mi piacerebbe sapere una cosa, la seguente: ci sono state una ventina di cadute ed alcuni malori (gravi) o soltanto una 14cina di piccole cadute e niente di speciale?
    Se non si mette in chiaro questo non credo si possa criticare nè l’articolo, nè i commenti. Come Luciano ha fatto notare i fatti sono fatti, le opinioni nò.
    Rimane il fatto dell’ora. Mi ricorda quell’incidente di quella gita di ragazzini fatta in campagna allo scoppio del sole.

  7. pscattoni scrive:

    x Carlo Sacco. Quando avevamo i pantalocini corti internet non esisteva. Quello che oggi è possibile è fare a meno dei cosiddetti giornalisti se si mettono in comune conoscenze e spirito critico. Quersta almeno è la finalità di chiusiblog.

  8. pscattoni scrive:

    Gentile signora Paola Fatichenti qui non è necessario sfidare per indurre alla pubblicazione di commenti o articoli. Se si parla di cose di Chiusi seguendo le regole stabilite la pubblicazione è garantita.
    http://www.chiusiblog.it/?page_id=145

  9. carlo sacco scrive:

    E’ quasi da quando avevo i pantaloni corti che sento che occorre discutere sul sistema dell’informazione( e chi lo nega che occorra discutere ?)ma contemporaneamente si sa bene , e lo sanno tutti come funzionano le cose in italia su tali sistemi e lacci di potere, l’intreccio degli interessi che alla fine si convogliano le cose dove il potere ed anche quello dei soldi segna gli avvenimenti.Oppure pensiamo che tutto accada improvvisamente ed asetticamente ?La memoria mi tradisce alle volte e non ricordo adesso chi la disse,ma ricordo una frase che è emblematica e serve anche a questo caso pur nel suo piccolo,ma la cosa si manifesta anche nelle situazioni molto più grandi di questa:”In Italia non è la libertà che manca, mancano gli uomini liberi”.

  10. marco lorenzoni scrive:

    Il pezzo uscito su Sienafree e – immagino – su altri siti e giornali è in realtà non un resoconto giornalistico, ma un comunicato stampa pervenuto anche a Primapagina a firma di Lucia Pagliai. Che ci siano state una ventina di cadute e molti malori (alcuni piuttosto gravi) lo conferma anche Luca Pellegrini, uno degli organizzatori e genitore di un ragazzino in gara, in una sua risposta all’articolo di Primapagina, su facebook… Come ho già avuto modo di dire personalmente a Lucia e anche al sig. Pellegrini, far finta di niente o minimizzare – soprattutto perché c’erano di mezzo dei bambini – non è un buon servizio, nemmeno a chi ha organizzato l’evento. Speriamo che gli errori commessi quest’anno (percorso inadatto e pericoloso, data e orario infelici) vengano evitati nelle edizioni successive… Quanto all’informazione, che differenza c’è tra un articolo agiografico su una corsa che è stata invece un’ecatombe e l’articolo sull’inaugurazione del centro logistico che in realtà era solo un’impresa privata?

  11. Gentile Luciano,
    consapevole che il mio messaggio probabilmente non verrà pubblicato vorrei chiarire la situazione con molta semplicità da chi è dentro al fatto. Sono la mamma di un bambino che ha corso sabato pomeriggio ed ormai è più di un anno che seguo le gare dei giovanissimi. Sono davvero stufa che si usi, anche mio figlio, per fare polemiche assurde, forse contro un’idea o una fazione politica. Mi dispiace come certi giornalisti non si limitino a fare giornalismo e a dare informazioni corrette ma si trasformino in “tuttologi” inventando assurdità tanto per far polemiche.
    Sabato hanno gareggiato quasi 200 bambini e ne sono caduti 14 ed è una cifra nella media, non ci sono stati casi drammatici come ci vogliono far credere… BASTA! Chi gioca a calcio può ricevere calci, chi gioca a tennis può ricevere pallinate, chi va in bici può cadere e non bisogna essere scienziati per capirlo!
    Purtroppo era caldo ma chi fa questo sport è abituato, qualche bambino era accaldato ma è bastata un pò di ombra e dell’acqua per stare subito meglio e correre a giocare con gli altri…
    Non usiamo le risate di tanti bambini per frustrazioni personali!

  12. “A Chiusi, almeno allo scalo, tutti sanno come sono andate le cose: basta chiedere al primo che si incontra per strada”
    A chiusi, ma Siena, o a Roma, nessuno sa nulla, e questo alone di falso entusiasmo, e falsa infalibilità potrà “favorire” qualche “cadreghina” ai politicastri locali in futuro. Il berlusconismo, per il quale erano dannose anche delle previsioni meteo di tempo brutto nei week end, impera anche da noi.

  13. pscattoni scrive:

    Luciano (Fiorani) il confronto è ben fatto e significativo, ma dovremmo discutere su questo sistema dell’informazione. Mi immagino chi può aver scritto l’articolo in questione un ragazzo che a suo tempo è stato sfruttato a 5 euro ad articolo, praticamente niente, in cambio della tanto agognata iscrizione all’albo dei pubblicisti. Poi pezzi come sempre, di regime, perché non conosce altro.
    Lo sappiamo come operano certi giornali. Pubblicano veline perché non sanno fare altro. La lezione noi l’abbiamo avuta in quel famoso incontro all’ordine dei giornalisti della Toscana per difendere chiusinews.
    L’alternativa? la gente dovrebbe garantirsi informazione e confronto in spazi tutti suoi. Bastava che su quella vicenda qualcuno interessato avesse scritto cinque righe e su quello si poteva discutere.

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