L’ AVVENTURA DI UNA “POVERA” OPERA D’ ARTE: ecco la storia completa

di Marco Fè

Il titolo del celebre libro di Ignazio Silone ben si addice all’ incredibile vicenda di una scultura su Santa Mustiola di Vasco Nasorri riproposta all’attenzione dell’ opinione pubblica, come provocazione, da Simone, figlio dell’artista, in occasione degli ultimi festeggiamenti patronali.

Argomento già apparso su questo blog su cui è necessario tornare. L’opera è notevole sia dal punto di vista artistico che storico e teologico: si tratta di un altorilievo in bronzo alto tre metri e largo due raffigurante Santa Mustiola all’interno di una composizione che racconta alcune scene della sua storia e delle stessa Città di Chiusi.

Tra i vari personaggi che appaiono è facile riconoscerne alcuni di oggi e di ieri come il Vescovo Lucio Petronio Dextro, morto nel 322, Mons. Carlo Baldini, il Vescovo del dopoguerra, e Don Manfredo Coltellini, sacerdote e artista, maestro d’arte dello stesso Vasco Nasorri.

L’ autore, essendo affermato in campo nazionale e internazionale, costituisce onore e vanto della cultura locale soprattutto nel campo dell’arte sacra. In più, e questo non guasta con i tempi che corrono, l’opera è assolutamente gratuita per la comunità locale in quanto è stata donata dall’ autore alla Città di Chiusi in occasione del grande giubileo del 2000 e nel 2003, la Fondazione Monte dei Paschi, allora viva e vegeta, ha finanziato la costosa fusione in bronzo. I primi anni l’originale in creta è stato esposto all’entrata del Duomo di San Secondiano dove fu adeguatamente inaugurato, spiegato ed illustrato insieme al suo munifico autore.

Ma da quando l’opera è stata fusa in bronzo giace presso il laboratorio di Vasco Nasorri e sono in molti a chiedersi perché invece non faccia bella mostra di se’ in qualche angolo della Città, del resto così ricca di siti storici, archeologici e naturalistici. Nel 2008 l’ Opera Laicale della Cattedrale ha realizzato un progetto che poneva la pala bronzea sotto le arcate di Piazza Duomo. Il progetto, prima verbalmente condiviso, è stato poi bocciato, nel 2010, dalla Soprintendenza ai Beni Storici e Artistici perché non di pertinenza nell’ambiente architettonico circostante.

E’ stato elaborato allora altro progetto che prevede la collocazione in Largo Cacioli, a fianco del lato nord del Duomo, poco lontano dal monumento ai caduti della resistenza dello stesso Nasorri e in questo caso si è opposta la Soprintendenza Archeologica perché proprio lì sotto vi sono delle tombe longobarde. L’opera della Cattedrale è tornata nuovamente all’attacco riproponendo altre soluzioni alle varie Soprintendenze. Proposte che, al momento attuale, non hanno avuto risposta.

Ed è stato allora che, in occasione dei festeggiamenti di Santa Mustiola dell’inizio di Luglio, Simone Nasorri, figlio di Vasco, servendosi di internet, ha messo all’asta la scultura partendo da 1 euro. <E’ evidente la provocazione – scrive su face book – ma serve a ridestare l’attenzione su questa vicenda che ormai puzza di vecchio>. Un puzzo che rende palese la contraddizione tra un’opera d’arte notevole e completamente gratuita e l’impossibilità di poterla esporre al pubblico.

Fetore, purtroppo, emblematico di come vanno oggi le cose a Chiusi e in Italia.

 

 

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Una risposta a L’ AVVENTURA DI UNA “POVERA” OPERA D’ ARTE: ecco la storia completa

  1. Le “Belle Arti” e la “Sopraintendenza Archeologica” (per me
    una e la stessa zuppa)…….più danni che la grandiine.
    Se qualcuno dirà che non è vero, posso portare due lampanti esempi di quanto detto.

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