Scritti esame di stato? Il plico lo porta Bill Gates

di Paolo Scattoni

Non so se le scuole superiori di Chiusi saranno sede di esame di stato. se lo saranno, oggi 13 Aprile hanno ricevuto una circolare (datata 12 Aprile) del Mnistero dell’Istruzione con tutte le dettagliatissime indicazioni su come gestire i plichi con i titoli delle prove scritte. Infatti da quest’anno non ci saranno pià le solite “buste” sempre sospettate di essere state “visionate” da mani esperte in anticipo, ma una comunicazione via INTERNET.

Mi sono letto la circolare e mi ha colpito un punto particolare laddove si danno le indicazioni per la postazione di lavoro della scuola dove verrà inviato il “plico telematico”. Cito il passaggio che mi ha sfavorevolmente colpito:

“La postazione di lavoro consiste di un Personal computer (laptop o desktop) con i seguenti requisiti minimi:

  • Sitema operativo Windows XP, o Windows Vista, o Windows 7
  • Acrobat Reader 9 installato”

Passi per Adobe reader che è un programma gratuito, ma l’indicazione del sistema operativo Windows della Microsoft è del tutto inappropriato. Sarebbe come indicare la marca del computer o della stampante.Si, perché quei sistemi operativi che si pagano, hanno alternative a pagamento, ma soprattutto gratuite.

Molte scuole hanno affrontato il disagio della “migrazione” da sistemi proprietari come Windows a sistemi gratuiti su base LINUX. L’esempio più famoso è quello delle scuole di lingua italiana della provincia autonoma di Bolzano che hanno risparmiato 270.000 euro all’anno di licenze con  appena 27.000 euro spesi per la manutenzione. Ci voleva un ex rettore del politecnico di Torino come ministro per non accorgesene?

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6 risposte a Scritti esame di stato? Il plico lo porta Bill Gates

  1. Carlo Giulietti scrive:

    Concordo con Paolo, anche in considerazione che la manovra finanziaria “Salva Italia”, del governo Monti, contiene l’ articolo 29-bis relativo all’introduzione dell’impiego di software libero negli uffici pubblici per la riduzione dei costi della pubblica amministrazione: La lettera d) del comma 1 dell’articolo 68 del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, è sostituita dalla seguente:
    «d) acquisizione di programmi informatici appartenenti alla categoria del software libero o a codice sorgente aperto;».
    Le Pubbliche Amministrazioni, che finora erano solo invitate a prendere in considerazione l’impiego di questi sistemi operativi e programmi “aperti” e gratuiti, ora hanno l’obbligo, di valutarli tra le possibili scelte.
    Si tratta di un passo importante, sperando che non avvenga come al solito e imparare ad utilizzare questa eventuale innovazione venga rimesso alla buona volontà e all’arrangiarsi dei singoli. Anche se le difficoltà da superare non sono moltissime. (commento scritto usando OpenOffice..)

  2. pscattoni scrive:

    Vedo soltanto una strada: diffondere la conoscenza del software aperto e libero. Già ho scritto dell’Orvieto Linugroup e delle interessanti inziative che è riuscito a mettere in atto.
    Da segnalare un successo dei tre Linux group dell’Umbria (Orvieto, Perugua e Terni): il 18 aprile un seminario di studio sull’utilizazione dell’opensource nella didattica.

  3. em scrive:

    Ci sarebbe quasi da pensarne male – tipo quelli che parlano di lobby tra M$ e dirigenti della PA, o addirittura di “mazzette” o ancora (horribile dictu!) di marchette.
    E il guaio che spesso è soltanto questione di pura passione dell’ignoranza, magari ammantata con qualche vaga formazione crociana, per cui tutto ciò che riguarda la tecnica non ha nulla a che fare con la libertà dello Spirito.

    ciao,
    enrico

  4. non mi vorrei sbagliare, ma a far fare il “multone” alla microsoft fu proprio un organismo del quale faceva parte anche Monti

  5. marco lorenzoni scrive:

    Ma gli ex rettori del Politecnico di Torino e gli altri supertecnici chiamati al Governo del Paese (al capezzale, dicono alcuni) non sono stati chiamati per accorgersi di queste cose o risolvere la crisi, ma per “fare il lavoro sporco che i politici, di destra e di sinistra, non avrebbero potuto fare, pena la perdita totale di consenso…”
    Lo ha detto Monti, del resto. Mica Landini…

  6. Ma di cosa ti stupisci? Anni fa la CEE multò la Microsoft per concorrenza sleale (mi pare a causa dello Internet Explorer installato d’ufficio sui s.o. Microsoft). La Microsoft pagò la multa senza neppure fare un fiato (strano per il colosso di Redmond…).

    Beh, di lì a qualche mese la CEE emanò una legge per la sicurezza dei sistemi informativi, che era disegnata precisa sui sistemi Microsoft, quindi pareva senz’altro più semplice dotarsi di quei sistemi per applicarla…

    Multa o tangente?

    PS1: A molti “politennici”, quello di Torino incluso, la Microsoft scuce ogni anno bei soldoni per sovvenzionare dottorati di ricerca e (cazzabubbole) varie.

    PS2: Qualche anno fa OpenOffice ottenne giustamente la standardizzazione ISO dei suoi formati di file. In risposta la Microsoft mise in azione un discreto arsenale di “mezzi” per ottenere la standardizzazione ISO dei formati Microsoft Office, ma non fù probabilmente la loro qualità a decretarne la standardizzazione. Sono illuminanti alcuni verbali delle riunioni degli ISO commettee nazionali in merito…

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