Abc partecipa al “Tavolo tecnico” ma si riserva di valutarne le conclusioni

di Enzo Sorbera

Al di là di quanto è stato già detto, il nocciolo della questione che pone Giorgio Cioncoloni è: ABC e la sua posizione in merito alle osservazioni da presentare sul Piano strutturale.

Riassumo alcuni tratti distintivi che spiegano l’apparente “macchina indietro” di Abc.

L’Associazione nasce come spazio di discussione sia virtuale (seppur utilizziamo poco i media elettronici), ma, e qui il punto di forza, soprattutto fisicamente concreta. E’ aperta a tutti coloro che “ci stanno” e che si riconoscono dentro uno statuto che è rigido su un solo punto: Abc è un’associazione orientata a sinistra. Questo ha portato l’adesione di persone con lunga militanza politica, di altre con nessuna esperienza politica alle spalle, di alcuni appartenenti ai partiti che compongono la maggioranza attualmente alla guida del Comune, di altri che non fanno parte di partiti, ecc.

Come si vede, un quadro composito e variegato che consente di avere uno spaccato della città e soprattutto mette insieme competenze disparate e eterogenee che sono sia una ricchezza sia, per certi versi, un possibile limite. La franchezza delle discussioni che si svolgono tra noi è forse l’aspetto più apprezzato dai diversi aderenti. Questo, da un lato, ha portato all’ambizione di diventare un laboratorio – e ci stiamo faticosamente arrivando -, e, dall’altro, ad organizzarsi come “cervello collettivo”.

Con queste premesse, non possiamo essere pregiudizialmente “contro”, come qualche frettoloso commentatore ha cercato di etichettarci: saremmo una contraddizione, più che un’associazione. C’è stata anche la “caccia” al nome degli aderenti, secondo un metodo che, se da parte nostra è stato accolto con bonaria ilarità, ha però tutte le connotazioni della “caccia alle streghe”, cioè un esercizio di sospetto che non fa onore a chi l’ha praticato e che spiega, in parte, anche il nostro successo.

L’idea del laboratorio che produce materiali che sono a disposizione di chi ne voglia far uso ha portato, tra l’altro, a un’articolata discussione sul Piano strutturale (ovviamente, direi, visto che era l’argomento à la page), dove diversi nostri aderenti, che hanno competenza specifica, hanno messo in luce sfaccettature, contraddizioni e complessità, confortate anche dagli interventi degli ospiti tecnici che, via via, ci hanno onorato regalandoci la loro presenza e disponibilità. Si comprende, quindi, da questa premessa, come sia difficile aderire ad un “fronte del NO”, come maliziosamente si è titolato l’intervento di Luca Scaramelli (una mossa propagandisticamente intelligente e quasi efficace, chapeau!).

L’adesione al tavolo tecnico, se è stata promessa dai nostri due rappresentanti, non credo che verrà disattesa; siamo perfettamente in grado di mantenere la parola data. Va detto però che, almeno per quanto riguarda me, “vogliamo vedere le carte”.

In altre parole, “tecnico” non è sinonimo di ben fatto o di ineccepibile: quanto verrà fuori da quel tavolo lo vogliamo discutere e, se non ci piacerà, non siamo disposti a firmarlo.

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3 risposte a Abc partecipa al “Tavolo tecnico” ma si riserva di valutarne le conclusioni

  1. Mi pareva di aver capito che il no di ABC volesse essere meramente tecnico. Ora leggo che “Si comprende, quindi, da questa premessa, come sia difficile aderire ad un ‘fronte del NO'”, dalla qual frase forse comprendo che ABC è il fronte del “ni”, ma la citata premessa non mi fa comprendere quello che mi dici dovrei aver compreso. Comprendi?

  2. luca scaramelli scrive:

    Ormai da quasi quaranta anni frequento il parco dei forti, prima con il mio babbo che mi accompagnava la domenica mattina dopo la visita ai nonni a fare un giro sul’altalena, adesso con i miei bambini che in quel parco accompagno a giocare. Bene, da quel parco voglio e sottolineo voglio (scusate l’arroganza) continuare a vedere lo stesso panorama, non voglio vedere quella macchia di verde che va da S. Caterina in su verso il centro storico, violentata da inutili villette a schiera, voglio che un bene finito e non riproducibile come il territorio non venga saccheggiato per fare gli interessi di pochi.
    Una osservazione generale, come la definisce Paolo (Scattoni) può salvarci da questo scempio che un manipolo di allegri giovani amministratori cerca di concretizzare.
    Se su questo riusciamo a fare un pezzo di strada insieme possiamo ottenere il risultato che vogliamo, poi ognuno continui per la propria strada come vuole. L’obiettivo è salvare il nostro territorio, le discussioni sul titolo di un articolo se non sono strumentali sono semplicemente inutili.

  3. pscattoni scrive:

    E’ più di un anno che in questo blog (e nel precedente) si discute di Piano strutturale. Alcuni dei partecipanti al dibattuto, fra i quali mi annovero, hanno studiato e giudicato questo piano dannoso e in contrasto con le leggi regionali e i piani sovraordinati.
    Al fronte dei perplessi e dei critici hanno via via aderito persone diverse e anche i consiglieri di minoranza. La critica principale è alla sostenibilità del piano. E’ emersa la proposta di una osservazione generale che possa trovare l’adesione di qualche decina di cittadini, perché così verrebbe valorizzato il significato politico dell’osservazione. Un aspetto al quale la Regione sembra essere molto sensibile.
    Per scrivere questa osservazione generale c’è bisogno di un gruppo che la stenda e poi la renda pubblica per le adesioni. Poi ognuno potrà presentare tutte le osservazioni possibili e immaginabili su singoli punti.
    Ma che problema c’è?

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